Archivi per la categoria ‘Pedagogia’

Matto del pescatore.

Anche stasera con la classe di Michela abbiamo fatto una lezione con gli scacchi in rima. Dopo aver letto alcune loro fiabe sul fuoco, ed aver letto a mia volta la filastrocca sul “matto da legare” abbiamo iniziato a giocare una nuova partita, che troverete coi commenti più avanti.

Matto del pescatore.

C’era una volta una lunga lenza
che penzolava da una canna da pesca,
all’altro capo c’era la presenza
di un amo nascosto dietro un’esca.
Il pescatore armato di pazienza
aveva proprio un aria furbesca
e tra i pesci c’era diffidenza…
Ma vedendo una preda così fresca
un pesciolino prese confidenza;
detto, fatto, il vermetto l’adesca
e a nulla valse ogni vana resistenza.
Il pescator un altro amo innesca
e lancia ancor con una potenza
e una manovra proprio manesca:
chissà che ignari della conseguenza
ad abboccar altri gran pesci riesca…

 

[pgn

[Event “?”]
[Site “?”]
[Date “2012.02.10”]
[Round “?”]
[White “Matto del pescatore”]
[Black “?”]
[Result “0-1”]
[ECO “A00”]
[Annotator “,Sebastiano”]
[PlyCount “38”]
[SourceDate “2012.02.10”]

1. Nc3 {Marco:”Controllo il centro e metto un pezzo in gioco”  Io: “Bene”
Michela: “Stiamo facendo coi bambini un lavoro per abituarli a lavorare in
gruppo: è possibile fare in modo che anche in questa occasione ragionino come
un gruppo?”  Io: “Certo: in questo caso loro sono una squadra e dovranno fare
dei ragionamenti utilizzando anche le idee dei compagni”} d5 2. e3 $5 {
Ilaria F.: “Così posso muovere la Regina e l’Alfiere”  Io: “Brava. E inoltre
il mio pedone non potrà avanzare in d4 per attaccare il Cavallo. Hai delle
rime?”  Ilaria F.:”Emergenza”} (2. Nxd5 $4 {Gavino:”Mangio il pedone…” I
compagni si lamentano: “Ma così perdiamo il Cavallo…”  Io: “Vedi Gavino? Non
devi pensare solo alla tua mossa come se ciò che succederà dopo non sia
importante. Siete una squadra, e se ora tu guadagni un pedone, poi perderai un
Cavallo che ne vale tre. Devi ragionare sulla conseguenza della tua mossa.
Ecco trovata la parola chiave di oggi: conseguenza! Ti vengono in mente delle
rime?”  Gavino: “Sì, lenza!”  Io: “Bravo! E cosa è una lenza?”  Ilaria F. :”E’
quella cosa che serve per pescare.”  Io: “Proprio così. E cosa c’è attaccato
alla lenza?”  Laura: “Un ferro!”  Ilaria F.: “Un’esca!”  Io: “Esatto. Gavino,
ma lo sai che io ho proprio pensato di mettere un pedone come esca, per vedere
se tu abboccavi?”  Michela: “Possiamo usare “esca” come seconda rima?”  Io:
“Ok, proviamo”} Qxd5 {Io: “Questa mossa la annulliamo!”}) 2… e5 {
Io: “Vedete come io cerco subito di occupare lo spazio al centro?”} 3. Nf3 {
Antonio: “Metto un altro pezzo in gioco e attacco il pedone e5”  Io: “Ok! Hai
delle rime?”  Antonio: “Scienza e senza”  Marco: “Posso dirne una anche io?”
Io: “Dimmi.” Marco:”Partenza”} Nc6 {
Io: Difendo il pedone e5 e metto in gioco un pezzo.} 4. b3 {Ilaria O.: “Così
faccio giocare anche l’altro Alfiere”  Io: “Bravissima. Ti sei accorta che
quella è la strada più breve! Hai delle rime?”  Ilaria O.: “Pesca!”} Nf6 5. Nh4
$2 {Niccolò: “Così la Regina può uscire”  Ho posizionato due fuochi sulle case
g4 e h5, mostrando che la regina non ha molte case dove andare. Poi abbiamo
ricordato la filastrocca del cavallo laterale.  Io: “Hai rime?” Niccolò:
“Pazienza”} Ng4 6. Be2 {Laura:”Per preparare l’arrocco”  Io: “E inoltre
l’Alfiere attacca per la seconda volta il Cavallo che è difeso solo
dall’Alfiere c8. Rime?”  Laura: “Presenza”} Nxf2 {Io: “Vedete: io ho già visto
che con la Regina catturerò un Cavallo, quindi sacrifico il mio per farvi
perdere il diritto di arroccare. Non avete molta scelta: è come un “matto”
alla Regina…”} 7. Kxf2 {Davide: “Mangio il Cavallo”  Io: “Non c’è altra
scelta. Hai rime?”  Davide: “Potenza”} Qxh4+ {
Io: “Il Re nemico non farlo arroccare che è più facile da attaccare.”} 8. Kg1 {
Alessandro: “Scappo in g1. Come rima c’è “pazzesca” !”  Io: “Ottima!”} d4 9.
Na4 {Manuel: “Salvo il Cavallo”  Io: “Sì, ma è un nuovo Cavallo laterale…
Rime?”  Manuel:”No”} b5 $6 {Io: “Ecco qua: cerco di approfittarne subito…”}
10. Nb2 {Ottavio aveva già pensato alla mossa 10.g3, che attaccava la Donna,
ma dopo la mia risposta ha ripiegato su questa fuga del Cavallo, dicendo che
era l’unica possibile.  Io:”Va bene. Hai rime?”  Ottavio: “Intelligenza”} Bc5
11. Bf1 {Daniele: “Proteggo il Re”  Io: “Rime?”  Daniele: “Demenza”  “E cosa
vuol dire demenza” hanno chiesto i compagni?  Io: “De-mente: vuol dire senza
la mente, cioè senza pensare.”} Qh6 12. h3 $1 {Sara: “Per proteggere il Re
dalla Regina”  Io: “Bravissima! Ma lo sai che hai salvato la classe dallo
scacco matto? Pensate che cosa “furbesca” avevo preparato” ed ho mostrato una
variante con sacrificio di Donna, facendo vedere che la casa di fuga in h2
fornita dalla mossa di Sara diventava provvidenziale!} (12. a4 {
Ecco qual’era la minaccia sventata da 12.h3!} dxe3 13. dxe3 Qxe3+ 14. Bxe3
Bxe3# {Questo tipo di matto ricorda i primi pescatori armati di fiocina, o
arpione… dunque sempre in tema!}) 12… O-O 13. Bxb5 {Eleonora:”catturo il
pedone e attacco il Cavallo, e poi la Torre”  Io:”Eccezionale! Non me n’ero
accorto. Rime?”  Eleonora: “Fresca”} Bb7 14. Kh2 $1 {Era il turno di Maria
Grazia, ma dato il suo ritardo nella risposta sono intervenuto: “Tempo
scaduto! Hai rime?”  Maria Grazia: “Scolaresca”  Io: “Brava! Angelo tocca a
te!”  Angelo: “Così metto in gioco la Torre, poi rimetto il Re in g1 ed è come
se avessi fatto l’arrocco.”  Io:”Bravissimo! Ma sai che questa manovra gli
scacchisti la chiamano arrocco artificiale?!”  I bambini sono molto
soddisfatti e sottolineano la bravura di Angelo.} Bd6 {Mossa che i bambini non
hanno colto subito, intenti come erano nel loro piano di arrocco artificiale.}
15. Re1 {Alexia: “Posso dire le rime?”  Io: “Dimmi”  Alexia: “Contentezza e
manesca”  Io: “Brava, però la prima è non è una rima”} Ne7 $5 16. Rf1 {
Marco: “Per non fare andare il Cavallo in f5”} Ng6 17. exd4 {
Gavino: “Mangio il pedone”  Io: “Rime?”  Gavino:”Resistenza”} exd4+ {“Aprire le
linee è uno sbaglio se il tuo Re diventa bersaglio. Vedete che ora è scacco al
Re? Guardate ora la forza dei due Alfieri neri, che sembrano due pescatori che
da lontano lanciano le loro lenze…”} 18. Kh1 {
Ilaria: “Scappo!”  Io: “Sì, ma ora il Nero vince in due mosse: chi lo vede?”} {
Dopo vari tentativi in collaborazione, Niccolò ha scoperto l’effetto dell’Ab7,
e Daniele la fortissima mossa diDonna} Qxh3+ 19. Kg1 Qxg2# {
E Ottavio e Angelo hanno riconosciuto lo scacco matto.} 0-1

[/pgn]

Leggi il resto di questo articolo »

Distratti? No, diversamente attratti…

Le nuove generazioni, nonostante la crisi che stiamo vivendo, godono di un’attenzione da parte dei loro genitori che probabilmente non ha precedenti nella storia. Non dico che sia un male né un bene. A volte “l’agenda” di questi bambini è talmente nutrita che essi non hanno il minimo spazio per i loro giochi: quando non sono a scuola hanno una notevole offerta per impegnare il loro tempo libero, per lo più con attività concordate (nella migliore ipotesi)  coi loro genitori. Il problema di questa super-attività può essere che l’ego dei bambini può formarsi con la convinzione di essere il centro dell’universo. Per lo più i genitori, che appartengono invece alla mia generazione o sono più giovani, hanno vissuto un’infanzia con molta più libertà di giocare per strada e di trascorrere le giornate come volevano.

Ma veniamo all’argomento del post odierno: il contegno dei bambini a scuola. In ogni classe riuscire a tenere un ordine accettabile è sempre un’impresa. Ci sono gli “iperattivi” (quelli che ai nostri tempi erano chiamati “vivaci” e non erano certo curati con farmaci), che vogliono essere sempre al centro della scena e per contro ci sono i “distratti” (anche questi incolpevoli titolari di una sindrome psichiatrica ADD: attention deficit disorder): entrambe le categorie sono ricomprese nella sindrome ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder).

La "svolta" generazionale!

In entrambi i casi, a mio parere, il principale disordine che origina il loro comportamento è nella loro educazione, spesso troppo lassista e, cosa ancora più triste, molte volte priva di qualsiasi strategia formativa. Non voglio però fare un pistolotto moralista, oltrettutto non ho figli miei, perchè l’educazione è molto delicata: si sbaglia sia quando si fa poco, sia quando si fa troppo.

Nel caso dell’attenzione però parto da un pressuppposto semplice: la nostra mente è sempre in attività, persino quando dormiamo, quindi quando si dice che qualcuno è distratto non si comprende che è semplicemente attratto da qualche altro stimolo, che può provenire dall’ambiente esterno o da dinamiche psichiche interne. Spesso questo momento non è compreso né a scuola, quando l’insegnante deve “macinare” argomenti per adeguarsi ai programmi ministeriali, né a casa quando i bambini vengono affidati alla “grande tata” Televisione. Il processo creativo individuale di ogni bambino non è colto dai loro educatori, perchè altrimenti sarebbe uno spunto eccezionale per formare il senso critico e persino la loro coscienza sociale.

La passività dei bambini che è alla base delle scelte degli adulti si manifesta poi in vari modi, molti dei quali diventano un “problema” che la classe dei pediatri, degli psicologi, degli psichiatri sapranno incasellare in una ben definita sindrome, da curare ovviamente col relativo farmaco.

Gli scacchi: gioco violento…

Pare che il primo a definire gli scacchi un sport violento sia stato nientemeno che l’artista Marcel Duchamp, poi il campione del mondo Garry Kasparov ha rincarato la dose affermando che sia “Lo sport più violento che esista”. In effetti anche per chi ha un animo pacifista non è possibile nascondere che il gioco degli scacchi è prima di tutto uno scontro, o per dirla con Lasker una lotta, dove (parole di Bobby Fischer) si tratta di schiacciare l’ego avversario. E concludiamo le citazioni con un’altra cruenta immagine di Niegel Short, che per vincere a scacchi è necessaria una volontà “omicida” (il virgolettato è mio).

In effetti già la posizione di partenza è lo schieramento di due eserciti che si fronteggiano, e nulla è più violento e assurdo di una guerra: catture, sacrifici, eliminazione fisica delle unità opposte… Ma allora, si dirà, è quanto di più diseducativo da insegnare ai bambini. Oppure, questa è la proposta, si deve cercare di rendere metaforica questa battaglia, facendola apparire come un confronto di idee: vince chi fa meno errori di ragionamento! Le parti in gioco sono delle tesi dialettiche da sostenere, si tratta di con-vincere il proprio interlocutore.

Questo spiegherebbe anche il perchè i due giocatori si attardano dopo lunghissime partite in altrettanto estenuanti analisi per ricercare le falle delle proprie argomentazioni, o addirittura delle proprie convinzioni.